Acquaticità

Senza peso e senza ansia: anche a una certa età si può imparare a stare a galla e a nuotare.

Migliaia di anziani frequentano con soddisfazione i corsi di acquaticità nelle nostre piscine, molti di loro praticano la ginnastica in acqua ed altri preferiscono nuotare. Un’attività a misura di ognuno dove “lasciarsi andare” rappresenta la filosofia di fondo. Qualsiasi storia, per lunga che sia e per quanto abbia condizionato in maniera negativa una persona verso l’acqua, può trovare in un metodo adeguato il modo di completare l’esperienza imparando a nuotare, ma galleggiare è un pre apprendimento indispensabile per interiorizzare un buon rapporto con l’acqua.
Non si impara a nuotare per mantenersi a galla, ma si nuota perché si sa già galleggiare e quindi si prova piacere nel muoversi stando sommersi o mantenendosi a galla. Questa è la filosofia dell’ Acquaticità.

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AFA in acqua

Le persone affette da artrosi del rachide, o dell’anca o ginocchio si immergono in una piscina medio alta (l’acqua ad altezza della cintola o delle spalle) e seguono protocolli di esercizi appositamente studiati per lenire il dolore, allora il movimento in acqua diventa Attività Fisica Adattata e dopo quelle sedute la diminuzione del dolore permetterà a queste persone di “osare” un po’ di più e di partecipare ad attività più intense.

Acquagym

Nelle piscine italiane si è diffusa da molti anni l’acquagym. Si tratta di una ginnastica che si svolge immersi nell’acqua e che si differenzia a seconda della profondità della piscina e della temperatura della stessa. Guidati da un istruttore e dalla musica in sottofondo si svolgono numerosi esercizi, che in presenza di un tecnico preparato, sono graduati e alla portata del gruppo immerso nell’acqua. Questo tipo di attività è intenso dato che è impostato sul fatto che l’acqua oppone una certa resistenza e, quindi, per vincerla è necessario agire con una certa forza. Più il movimento è veloce e più si fatica.
È per questo che l’acquagym, così come è intesa oggi, non si presta molto alle persone anziane, a meno che queste non pratichino in modo costante e da svariati anni il movimento, abbiano un sistema cardiovascolare “garantito” dal certificato medico e siano seguite da un operatore che modula lo sforzo sul gruppo dei partecipanti.

Nuoto

Pensare di “aiutare” chi si avvicina per la prima volta all’acqua, stando fuori sul bordo, mentre lui è immerso, spiegandogli cosa deve fare per mantenersi a galla, è il modo classico di insegnare a nuotare. È un errore metodologico con i bambini, immaginiamoci con un anziano che ha moltissimi anni alle sue spalle. Nuotare deve essere una scelta di piacere, non una serie di vasche da contare